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L'Aquila e la sua storia Riduci

 

 

«Gridaro tucti insieme la città facciamo bella
che nulla nello regame possa confrontarsi ad essa »


« Gridarono tutti insieme: Facciamo una città così bella
che nessun'altra nel regno le si possa paragonare »

(Buccio di Ranallo, Cronache dalla fondazione dell'Aquila)
Stemma città dell'Aquila
  

L’Aquila, capoluogo di provincia e delle regione Abruzzo, è una cittadina di oltre 72.000 abitanti.

Situata in una conca ai piedi del massiccio del Gran Sasso, L’Aquila sorge ad oltre 710 m.s.l.m.

San Massimo, festeggiato il 10 giugno, è il patrono de L’Aquila.

Il Comune di L'Aquila fa parte di:
- Parco Naturale Sirente-Velino
- Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
- Associazione delle Città d'Arte e Cultura (CIDAC)

Popolazione Residente
72.696 (M 35.059, F 37.637)
Densità per Kmq: 155,7
Superficie: 466,96 Kmq
Cap: 67100
Prefisso Telefonico: 0862

 
Il clima è rigido, con temperature che nei mesi invernali hanno fatto registrare il record di -27 °C, registrato nell'aeroporto di Preturo nel gennaio del 1985. Nel periodo estivo, invece, si arriva a sfiorare i 30 °C. Le precipitazioni sono relativamente abbondanti e concentrate soprattutto in autunno e in primavera.
 
Storia
 

Fondata per progetto dell'Imperatore Federico II di Svevia col nome di Aquila, divenne Aquila degli Abruzzi nel 1861 e L'Aquila nel 1939. Nel 1229 gli abitanti dei castelli del territorio decidono di ribellarsi alle vessazioni dei baroni feudali. Rivoltisi a papa Gregorio IX, ottengono, l'anno successivo, il permesso di Federico II per la costruzione di una nuova città.


Le vicende della fondazione dell'Aquila sono raccontate da Buccio di Ranallo da Poppleto e dallo storico Anton Ludovico Antinori. Controverse sono le notizie riguardanti il numero dei castelli che contribuirono alla fondazione: la tradizione vuole che siano stati novantanove, ma è più probabile che il numero effettivo si aggirasse intorno alla sessantina. A ricordo della fondazione, la campana della Torre Civica (la Reatinella) batte ancora oggi 99 rintocchi ed il primo grande monumento della città, la Fontana delle 99 cannelle, sembra contribuire all'alimentazione di questa leggenda.

L’Aquila è città particolare, unica nel Medioevo italiano, nata non per una casualità ma per progetto secondo un disegno armonico che non trova precedenti nella storia dell'architettura urbana. Fu costituita dall'unione di molti villaggi della zona (99, secondo la tradizione locale), ognuno dei quali costituì un quartiere che rimase legato al villaggio-madre e fu considerato parte dello stesso per circa un secolo. Nella nuova città demaniale i cittadini dei castelli inurbati dentro le mura e quelli rimasti nei castra d'origine mantengono gli stessi diritti civici e nell’uso delle proprietà collettive, come pascoli e boschi.
La città venne chiamata Aquila dal toponimo del luogo in cui fu fondata (Accula) e perché il nome richiamava l'insegna degli Hohenstaufen (un'aquila, appunto). Successivamente divenne Aquila degli Abruzzi e infine, nel 1939, per decreto del Ministero dell'Interno, prese il nome odierno di L'Aquila.

Il primo consiglio cittadino fu composto dai sindaci dei vari villaggi e la città non ebbe una propria esistenza giuridica riconosciuta fino al regno di Carlo II di Napoli, che nominò un Camerlengo quale responsabile dei tributi, che, da allora in poi, furono pagati da tutta la città in quanto tale, mentre, in precedenza, erano pagati dai singoli villaggi, ognuno dei quali comprendeva il quartiere realizzato in città.
Successivamente, il Camerlengo acquisì anche il potere politico, divenendo presidente del consiglio cittadino. La città, autonoma, anche se sotto la sovranità del regno di Sicilia prima e del regno di Napoli poi, salvo un breve periodo in cui fece parte dello Stato Pontificio, fu governata da una diarchia composta dal consiglio e dal capitano regio, cui si aggiunse, nel XIV secolo, il conte Pietro Camponeschi, detto Lalle che, da privato cittadino, divenne il terzo lato di una nuova triarchia.
Già in precedenza, la città era divenuta una quasi signoria sotto Niccolò dell'Isola, nominato Cavaliere del Popolo, ma poi massacrato dal popolo stesso quando il suo potere cominciava a diventare troppo grande. Anche Camponeschi, Gran Cancelliere del regno di Napoli, oltre che conte feudale di Montorio al Vomano e quasi "signore" dell'Aquila, finì ucciso, ma, questa volta, per ordine del principe Luigi di Taranto. Il terzo ed ultimo "signore" della città fu Ludovico Franchi, che sfidò anche i papi ospitando Alfonso I d'Este, cacciato da Ferrara, e i figli di Giampaolo Baglioni, l'ultimo signore di Perugia. Tuttavia, quando il suo potere cominciò a diventare troppo grande, gli aquilani, sempre gelosi della loro libertà, si lamentarono presso il re di Napoli, che lo fece deporre ed imprigionare.

La città, che era la seconda de regno per potenza e ricchezza, iniziò a decadere nel XVI secolo, quando il viceré spagnolo Filiberto d'Orange, dopo averla devastata, la separò dal suo contado, introducendovi il feudalesimo spagnolo e privandola della sua autonomia.

 
L'Aquila oggi

terremoto 6 aprile 2009 - L'Aquila Il 6 aprile 2009, alle ore 3:32,

 

dopo diversi mesi di scosse localizzate e percepite in tutta la zona dell'aquilano, L'Aquila è colpita da un terremoto di magnitudo 6.3 Mw (5.9 Ml secondo la scala della magnitudo locale).

Il 6 aprile 2009 alle ore 3.32 e nei giorni successivi, la zona dell'Aquila è stata colpita da un disastroso sisma che riporta come bilancio finale, 308 vittime, 1.500 feriti e più di 65.000 sfollati. Questa data ha segnato il futuro degli aquilani e della città, che adesso si trova a lottare per il recupero del proprio patrimonio storico e monumentale che ha riportato ingenti danni.

Il capoluogo stesso presenta crolli anche totali in molte zone e gravissimi danni alla maggior parte degli edifici di valore storico e culturale. Le chiese principali risultano gravemente danneggiate o quasi completamente crollate. Particolare rilevanza ha avuto la mancata resistenza e quindi il danneggiamento talvolta irreversibile della maggioranza degli edifici pubblici, sia antichi che moderni.


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